28/12/2011
La peggiore argomentazione a favore del vegetarianesimo
Tra tutte le argomentazioni a favore di un maggiore consumo di vegetali, o se volete a discapito del consumo di carne, cioè tutte quelle ragioni che cercano di dirottare, logicamente, i consumi umani lontano dall'abuso di prodotti animali; dicevo, tra tutte le argomentazioni la più sciocca, e quindi la meno difendibile a favore del vegetarianesimo, è la frase: "Se uno dovesse uccidere il maiale o la mucca per mangiare, beh, allora saremmo quasi tutti vegetariani".
Intanto voglio precisare che in Macrobiotica o in qualsiasi regime alimentare appena un po' avveduto, si sconsiglia l'abuso di prodotti animali. Non se ne detta un divieto, perchè alla Macrobiotica, che fa della libertà un proprio vanto, l'uso del divieto non le è proprio. Sarebbe una contraddizione in termini, un ossimoro. Nel pensiero Macrobiotico la libertà, che si ottiene tramite la conoscenza, diretta o indiretta, consapevole o inconsapevole, della capacità di consumare alimenti, non sa che farsene del divieto al consumo di carne. Se ne consiglia la moderazione, per molte ragioni (perchè ci vuole un terreno forte, necessità ambientali specifiche, resistenze biologiche per giustificare il suo consumo, così come per consumare qualsiasi altro cibo, beninteso) che raramente si sposano con la vita sedentaria, tranquilla, protetta, della civiltà moderna. Ma questo sarebbe un inciso troppo lungo.
Voglio ritornare all'argomentazione di cui sopra, perchè credo che sia importante argomentare a favore del maggior consumo di vegetali rispetto al consumo di animali, ma mi dispiaccio quando le argomentazioni a favore di questa tesi siano così facilmente e così semplicemente smontabili. Capite bene perchè: se in una argomentazione un punto di forza viene facilmente attaccato e distrutto dal ragionamento avverso, è possibile che tutto il discorso, tutta l'argomentazione cada. Come si fa a far cadere l'affermazione di cui sopra?
E' facile: basta spiegare all'interlocutore che sì, forse, attualmente, siamo meno avvezzi a usare un coltello per sgozzare un maiale, una capra, una mucca ma la nostra storia dimostra che siamo molto abili nel farlo, quando la necessità lo impone. Noi siamo nati anche uccidendo animali. Ci siamo sviluppati, come specie e come gruppo, anche uccidendo animali. E sono convinto che la necessità e la fame porterebbero quasi tutti noi a mettere da parte gli scrupoli morali ed etici della società moderna per prendere una bella gallina e tirarle il collo. Non dimentichiamo che la fame ha convinto alcuni esseri umani a mangiare altri esseri umani, ha convinto alcuni uomini a uccidere ben più che semplici animali. Quindi, sono convinto che in caso di necessità tutto il nostro retaggio civile si dissolvere quasi istantaneamente. Per fame si sono mangiati anche i propri animali domestici: gatti e cani. Ancora oggi si mangiano conigli e galline, in qualsiasi campagna del ricco occidente.
Quindi no, l'affermazione che se dovessimo uccidere per mangiare mangeremmo meno carne, è sciocca, e questa è una congettura possibile solo perchè il benessere ci ha "dispensato" da questa pratica. Ma, qualora il benessere dovesse ridursi, magicamente ricomparirebbe un'arma da taglio nelle nostre mani, per sventrare più gole possibili, e poter sopravvivere. La necessità di sopravvivere è la molla più forte che esista.
Mangiare carne comporta molti problemi: sentimentali, sociali, salutistici, economici, etici; ma nessuno di essi dipende dalla nostra capacità di uccidere. La vita si nutre di morte, che ci piaccia o no.
09:19
Scritto da: filippodipaola
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27/10/2011
I 5 bisogni fondamentali del bambino
Avrei potuto scrivere anche 'I 5 bisogni fondamentali dell'Uomo', perchè sono naturalmente gli stessi. Esiste però una differenza fondamentale: l'adulto può lottare e conquistare ciò di cui ha bisogno, mentre il bambino no. Nel suo caso, sono gli adulti vicino a lui che devono provvedere.
Ma, per poter provvedere, devono riconoscere le necessità. Provo a elencare, e poi a dettagliare.
Primo bisogno: l'aria. Poi l'acqua. Per terzo il cibo. Come quarto il sonno e per ultimo il riparo.
I genitori, o chi si prende cura del bambino, deve rendersi conto che l'aria cambia a seconda dell'ora, della stagione, dell'ambiente esterno. Preservare il bambino dall'aria perchè troppo fredda o troppo calda, coprendolo troppo o richiudendolo in casa, è un errore. La sua pelle deve essere a contatto con gli elementi, naturalmente non indiscriminatamente ma senza neanche troppa preoccupazione. I bambini sentono meno di noi il freddo e il caldo, e lo sperimentano con piacere.
Per l'acqua, una buona abitudine è abituarlo al bagno, perchè si beve anche lavandosi. In più, con il lavaggio si può dare sfogo a una cura parentale piacevolmente tattile. Ora, che si decida di zuccherare l'acqua per renderla più "buona" per i bambini è un'assurdità che non mi stancherò mai di denunciare. L'acqua non dovrebbe neanche essere bevuta così semplicemente, riempiendo un biberon, ma avendo l'accortezza di preparare pasti più 'liquidi', e senza abusare di alimenti salati nella alimentazione del pupo.
Arriviamo quindi al cibo. Fino a quando è possibile, dovremmo usufruire del latte materno, senza avere tanta ansia di svezzare la creatura. Quando è il momento giusto? Difficile dirlo con precisione, perchè ogni bambino ha i propri ritmi, ma è buona norma seguire i suoi processi biologici. Il primo indicatore può essere la comparsa dei denti, che indicano un traguardo raggiunto. A questo punto si può infatti iniziare a esercitare la masticazione dando qualcosa che possa essere facilmente sminuzzato dai piccoli. Ancora non mangeranno, ma tenderanno a succhiare, assaporando però nuovi sapori e arricchendo la loro conoscenza del mondo che li circonda.
Non è mai stata data sufficiente importanza al sonno, che è un bisogno parimenti importante. I bambini devono dormire bene e a lungo. Non metteteli nel letto con voi, non abituateli a dormire tra le vostre braccia, o cullati da lunghi canti e filastrocche. Saprete il male che state loro facendo perchè si sveglieranno continuamente, e la vostra vita familiare andrà in pezzi. Date loro amore e sicurezza, non comodità e dipendenze.
Per ultimo il bisogno che ha il bambino, e l'adulto, di sentirsi protetto e sicuro. L'adulto costruisce case e mette sbarre alle finestre, il bambino ha solo bisogno di sentire che i suoi genitori sono sicuri del loro rapporto e che la loro personalità sia stabile. Siccome i genitori sono il mondo del bambino, quel mondo deve essere coerente, collaborativo, sicuro.
Perchè scrivo tutto questo? Perchè ho un bambino piccolo che devo aiutare a crescere, e mi sono fatto delle domande per me nuove, o perlomeno nuove in questa ottica. Spero tutto ciò vi sia utile, almeno quanto è stato utile per me scriverlo.
16:10
Scritto da: filippodipaola
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01/09/2011
Diario del 31 Agosto
Ieri è successa una cosa molto bella, e per farvi capire tutto devo raccontarvi esattamente come è andata, prima di dilungarmi sulle mie considerazioni...
Ero in fila alla cassa di un supermercato. Di fronte a me alcune persone, e in cima alla fila un giovane uomo, probabilmente sudamericano, che avevo una bimba di meno di due anni seduta sul seggiolino del carrello. Mi sono divertito a vederli scherzare, con la bambina che metteva le cose sul nastro trasportatore, e il padre che giocava con lei. Chiaramente, in questo periodo della mia vita, trovo molto apprezzabili certi comportamenti.
Arrivato al momento del conto, il padre scopre che non ha abbastanza soldi per pagare. Si scusa molto, è rammaricato, e chiede alla cassiera di togliere dal conto due buste di carne. Lei si lamenta, perchè quelle cose fuori dal frigo non possono stare, ma alle evidenti difficoltà dell'uomo lei si zittisce e storna. Scena abbastanza consueta, nei quartieri con maggiore immigrazione.
Il cliente successivo è un signore di circa una settantina d'anni, che ha poche cose. In meno di un minuto il suo conto è fatto. Alla fine, chiede alla cassiera di aggiungere allo scontrino le due buste di carne del cliente precedente. Paga e, passando di fianco al carrello del padre appoggia la carne dentro il carrello, fa una piccola carezza sulla testa della bambina e se ne va. Il giovane padre quasi non si accorge di quello che è successo, mima un confuso grazie e l'anziano si limita a dire che era per la bambina. Non si è fermato neanche per ricevere un grazie.
Ecco, io trovo che cose come questa dimostrino come gli esseri umani siano migliori di quello che io a volte credo, e che l'integrazione, la collaborazione, la solidarietà siano più vere di quanto illustri statisti come Borghezio o Calderoli dimostrino. Loro urlano, e forse qualcuno, in virtù delle loro urla, si sente autorizzato a pensieri sciocchi e comportamenti meschini, mentre tra la gente comune, normale, la tolleranza e la solidarietà sono qualcosa di vero, di importante.
Avrei voluto inseguire l'uomo anziano per ringraziarlo per la grande lezione che mi aveva appena dato, ma non ho fatto in tempo. Lo ringrazio così, facendo sapere a tanti che la sua azione non è passata inosservata, e ha rischiarato una giornata un po' nuvolosa.
17:15
Scritto da: filippodipaola
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31/07/2011
Cos'è la verità?
Bella domanda eh? Difficile, eppure una domanda ineludibile. Ci hanno sempre detto che la verità ci renderà liberi, che ci aprirà le porte del Paradiso, che scatenerà la pace sulla terra, ecc. ecc. Ma che cosa sia questa verità, e come è capace di tanto beh, è un mistero.
Ciò che io penso non credo sia molto rilevante, ma ve lo dirò perchè, se avete fatto tanto per scrivere il nome del blog nella barra degli indirizzi, e avete letto finora ciò che ho scritto, allora forse una piccola rilevanza ce l'ha, in modo bizzarro. La mia Verità creerà inevitabilmente una vostra Verità, sia che appoggiate la mia idea di Verità, in tutta o in parte (inglobandola nella vostra) o perchè la rifiutate, in tutta o in parte (rafforzando la vostra opinione precedente). In questo modo, ognuno sarà padrone della propria Verità, e l'insieme di queste Verità costituirà quel mosaico che noi potremmo chiamare, chessò, Verità assoluta?
Questa Verità assoluta comprende, naturalmente, ogni opinione e ogni suo contrario: sarà a favore e contro la Pena di morte, a favore e contro l'assistenza ai malati terminali, pro e contro il consumo di frutta; ci saranno sia i pensieri di coloro che pensano io sia un cretino, sia i pensieri di coloro che mi ritengono un Maestro.
Allora, chiunque dica qualsiasi cosa su ogni svariato argomento non solo ha ragione, cosa che in definitiva tutti crediamo riguardo a noi stessi, ma dice la Verità. Certo, non tutta, solo una parte, ma comunque la Verità.
Non è questa, la risposta alla domanda?
13:04
Scritto da: filippodipaola
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14/07/2011
Novità
Si, mi spiace per voi, ma c'è un nuovo blog con il mio nome sopra. Mi divertiva l'idea di fare una guida alla letteratura, secondo i miei imperfetti, parziali, presuntuosi giudizi. Non mi interessa l'attualità o la storia, metterò in ordine i libri man mano che mi arriveranno in mano. Ogni contributo è gradito, naturalmente.
http:dipaolaguidaairomanzi.myblog.it
14:46
Scritto da: filippodipaola
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30/05/2011
Diario del 30 Maggio
C'è qualcosa che ho sempre ammirato: la risposta pronta. Tutte le volte che qualcuno si mostra in grado di fulminare con una sola frase una situazione, una provocazione, una battuta, io non posso che abbassare la fronte e invidiarlo. Adoro le menti agili e lucide abbastanza da essere in grado di trovare la frase perfetta in una manciata di istanti, e snocciolare quella frase che non ha lo scopo di zittire l'altro, ci mancherebbe, ma solo di mostrare se stessi, di evidenziare la propria freschezza, la propria “momentaneità”, non so come dirla altrimenti.
Quando qualcuno è in grado di dire la cosa giusta nel momento giusto, senza preparazione, senza premeditazione, solo rispondendo perfettamente agli stimoli del momento... Beh, accidenti! Io ho sempre cercato di coltivare in me questa caratteristica. Alle volte succede (la perfetta scelta di tempo, la giusta selezione delle parole) ma il più delle volte la risposta giusta, la reazione perfetta, arriva con qualche minuto, o qualche giorno, di ritardo, e ci si morde le mani perchè si è persa l'occasione di fare quella figura, quella dell'uomo lucido, presente, efficace.
Bene, a me sono state rivolte migliaia di domande, nel corso degli anni, da studenti, da curiosi, da amici e nemici, e ho sempre cercato di rispondere nel migliore dei modi (per quanto la mia conoscenza e la mia lucidità lo potessero permettere) ma solo oggi, con probabilmente dieci anni di ritardo, mi è venuta in mente la risposta che avrei sempre voluto dare a una delle domande più sentite dalle mie orecchie: “Cos'è la macrobiotica?” Non c'è male, come risposta pronta, che ne dite?
E se dieci anni vi sembrano pochi, pensate che ci sono domande ancora più vecchie a cui non ho saputo dare ancora alcuna risposta.
10:12
Scritto da: filippodipaola
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21/05/2011
Diario del 21 Maggio
Politica? Davvero devo parlare di politica? E perchè? Perchè ci sono i ballottaggi dopo un primo turno in cui Berlusconi ha scoperto quanto è vulnerabile, e la sinistra cerca di alzare la testa, facendosi quadrare conti che, in realtà, non quadrano?
Ma io non sono interessato alla politica, perchè trovo che sia sempre un modo per manovrare la gente, non per dirigerla o amministrarla. Se un politico dovrebbe avere l'obbiettivo di fare il meglio per il popolo che l'ha votato, in realtà usa quel voto per fare il meglio per sè. E, naturalmente, per avere il voto, usa la vecchia tecnica della paura e del falso bersaglio: indica un problema, presunto o reale (i comunisti per Berlusconi, l'immigrazione per la Lega, il conflitto di interessi per la sinistra, il potere mediatico o economico per Vendola o Di Pietro) e traccia un identikit del responsabile. La Lega ci vuole far credere che i problemi sono gli Albanesi in gommone e i Nordafricani in arrivo a Lampedusa, come Hitler diceva che erano gli Ebrei a tenere schiavo il popolo tedesco; Berlusconi ci dice che Bersani sogna le marce sulla Piazza Rossa e le file per il pane; Di Pietro vede in Berlusconi il Grande Fratello di Orwelliana memoria, e via dicendo. Non è così. O meglio, non è solo così.
I politici, di ogni colore ed estrazione, vivono in un mondo separato che si interessa solo di sè e della propria sopravvivenza. Per trovare legittimazione, ha bisogno del nostro voto occasionale (durante le elezioni) e di quello quotidiano (con le scelte che compiamo tutti i giorni). Io mi astengo, sono fuori dal gioco, non mi interessa. Non perchè quello che fanno non abbia incidenza nella mia vita, tutt'altro, ma perchè non ho possibilità di scelta tra onesti e disonesti, interessati e disinteressati, furbi o fessi.
Sono qualunquista? Senz'altro, ma almeno non perdo tempo a dibattermi tra opposti apparenti che, strucca strucca (come diceva una mia amica) si rivelano essere gemelli identici.
12:44
Scritto da: filippodipaola
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10/05/2011
Diario del 10 maggio
Oggi voglio parlare di sport.
Precisiamo subito, io adoro lo sport, ma meglio ancora io vado letteralmente pazzo per la retorica dello sport, per le parole dello sport, per la demagogia che circonda ogni evento sportivo e i suoi partecipanti.
Gongolo di gioia quando una persona viene definita eroe non tanto, come sarei portato a credere, perché si pone come barriera tra il Male e il Bene, incurante delle soverchianti forze del primo a protezione del secondo. Macchè: ella viene definita eroe perché, nonostante una leggera contrattura al muscolo, continua a stare in campo; viene definita eroe perché vuole vincere e sollevare un trofeo (cosa che in altri contesti verrebbe considerata azione arrogante, avida, spregiudicata); viene definita eroe perché vuole giocare nonostante la classifica non sia proprio bellissima, stimolante, l'impegno non fondamentale, il risultato inconcludente.
E i fenomeni? I fenomeni sono quelli in grado di compiere un movimento, un solo singolo movimento (un arco con il braccio, un palleggio con il piede, un salto di schiena) con proficua perfezione. E tale movimento ha la funzione suprema di, magari, permettere all'atleta di eseguire correttamente una schiacciata a rete, un pallonetto da fuori area, un record del mondo. E i giornali e le tv esaltano tali qualità concedendo a questi fenomeni articoli e foto, retrospettive e interviste, speciali e copertine.
Ma, ed è la ragione del diario di oggi, ogni tanto anche un altro ospite oltre al sottoscritto e alle migliaia di appassionati, va a contatto con il mondo dello sport. E questo ospite è davvero solito frequentare tutti i salotti, partecipare a ogni convegno, presenziare a tutti i ritrovi: la Morte. È sua caratteristica presentarsi ovunque, e ogni volta non invitata. Ieri, la Signora, si è presentata in una discesa verso Rapallo e ha strappato via la vita a un ciclista di ventisei anni.
Naturalmente, il mio pezzo non è per parlare di lui, o della sua famiglia, della moglie in attesa di un bebè (capite come sia partecipe della cosa). No, a questo evento triste non voglio assolutamente togliere anche una sola briciola di dignitosa compostezza. Il mio desiderio è solo analizzare la retorica della Morte legata allo sport.
Che si muoia continuamente lavorando, guidando la macchina, persino facendo il bagno o passeggiando per la strada, e che si muoia addirittura facendo sport, ci pare proprio un abominio. Dobbiamo, infatti, sconfiggere la morte sul lavoro (perché non è giusto morire facendo il proprio mestiere…), rendere sicure le pareti domestiche (che ironia trovare la fine della vita nel rifugio che ci siamo costruiti per proteggerla), o evitare la fine guidando la vettura (colpa degli scriteriati che vanno troppo forte, o macchine esageratamente veloci, si dice). Pare proprio che la Morte sia importuna in ogni caso. Figuriamo nello sport, quando l’atleta è teso alla prestazione, a rappresentare un simbolo (perché i record fanno progredire la razza umana, come se ci rendessimo conto solo in quel momento che “l’uomo può andare così veloce, correre così in alto”).
Si vuole veicolare l’immagine che l’unico modo per morire in modo giusto sia dopo una lunga, fruttuosa vita piena di soddisfazioni, e che ci si addormenti alla sera facendo un saluto alla famiglia e non ci si svegli più, scivolando dal sonno alla morte con la grazia di un fiore che appassisce. Certo è una bella prospettiva, ma questa può essere solo una aspirazione, non un mito che resiste ad ogni compromesso. La realtà, come sappiamo, sa essere molto diversa. Non è questo l’argomento, comunque, lo ripeto.
Io scuoto la testa quando vedo gli occhi aperti e le sopracciglia sbarrate, quando le persone, attonite, si accorgono che si muore, nonostante tutto. E non approvo il rituale del lutto al braccio, del minuto di silenzio, della sospensione delle gare. La morte è un fatto privato, è una festa a cui nessuno è invitato, escluso il defunto.
Che gli altri facciano ciò che vogliono, credetemi: non ha peso.
22:32
Scritto da: filippodipaola
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07/05/2011
Diario del 7 Maggio
Oggi credo sia importante parlare di Osama Bin Laden. Intanto mi faccio i complimenti, perché il pomeriggio dell’11 Settembre 2001 avevo detto che ci sarebbero voluti dieci anni. Così è stato, e nell’articolo pubblicato allora parlavo di tante cose che, alla fine, si sono concretizzate. Ora, fare delle previsioni e azzeccarci può essere un gioco divertente, ma è ancora più divertente spiegare perché si siano fatte quelle previsioni e come siano diventate realtà. Cioè, mostrare i trucchi. Capisco bene che un mago, una volta spiegato il segreto dell’illusione, risulti come perdente, perché ha davvero “perso” una parte del suo fascino, ma a me non è mai interessato passare per Maestro dell’Impossibile. Ciò che spiego, ciò che insegno, non è un trucco, o un talento. La gente che chiedeva consigli sul cibo per guadagnare un po’ di salute veniva informata che non era una mia abilità o conoscenza superiore, ma solo il recupero di informazioni che la nostra società ha abbandonato negli angoli della storia e nelle pieghe della religione. Leggendo i giusti libri, con i giusti maestri, tutti sarebbero stati in grado di fare miracoli. Lo diceva, con più autorevolezza del sottoscritto, anche Gesù, mi pare.
Comunque, sono partito da Osama non per arrivare a Gesù, ma per puntualizzare alcune cose: intanto l’idea della cospirazione, secondo la quale tutta la faccenda è una bufala (come l’allunaggio del 1969, come il crollo delle Torri del WTC, ecc. ecc.) ed è una bugia perché non si sono viste foto (se non tarocche) o filmati. Inoltre, dicono, la fretta con cui si è voluta chiudere la faccenda, è sospetta: ucciso in fretta e furia e con altrettanta velocità buttato in mare.
Tiro subito le fila del mio ragionamento: gli Americani sono stati toccati sul loro suolo, sono stati trovati con le braghe calate e qualche migliaio di civili sono morti. Quest’onta andava lavata, e non hanno avuto pace fino a che non hanno scovato colui che è stato considerato il responsabile, Bin Laden. Ora, è normale che uno braccato dal più potente esercito del mondo non sia proprio disponibile a farsi prendere, e che ci vogliano anni per snidarlo, soprattutto se non lo si fa subito: un ragazzino tira una sassata alla tua finestra rompendo il vetro, e o sei al balcone e lo vedi e lo scopri subito, o se te ne accorgi il giorno dopo come cavolo fai a ripescare quel ragazzo? Bene, la guerra che gli Stati Uniti hanno fatto aveva costi e impegni tali che andava preparata, e in quest’attesa Osama Bin Laden ha predisposto alcune vie di fuga, dando nel contempo altri grattacapi all’Occidente (bombe in giro, attentati, psicosi da paura). Mano a mano che i soldati si avvicinavano, lui faceva un passo più in là, fino a trovarsi fuori da quella che veniva considerata l’area di ricerca. Ci sono connivenze malevole in tutto questo? Certo. Difficile immaginare che fin dall’inizio, qualcuno non avesse pensato di inzupparci il biscotto. In Italia abbiamo visto gente esultare per un terremoto, perché la tragedia di qualcuno era la fortuna di qualcun altro, così è facile immaginare che sull’onda emotiva dell’attentato e della caccia al cattivo qualcuno ci abbia visto fonti di guadagno, di rielezione, di rivalsa personale, ecc. ecc.
Ma che qualcuno ci abbia lucrato sopra non credo debba mettere il sudario della cospirazione su tutto: Bin Laden è il cattivo perfetto, e se davvero si voleva continuare a prendere possesso dello scacchiere islamico, bastava tenerlo in vita e continuare a devastare l’Afghanistan. Ma si è voluto morto. E si è voluto morto subito perché non si voleva dare al personaggio un palcoscenico dal quale dire la sua. La sua opinione non interessava agli Stati Uniti d’America. A loro interessava una vendetta esemplare, non un martire. La storia, dicono, l’abbiamo terminata non con un colpo a sorpresa, ma chiudendo il libro una volta e per tutte: quali che fossero le sue motivazioni, non ci interessano; quali che fossero le sue parole, non gradiamo sentirle, tutto qui.
Un monito per gli altri? Non credo fosse questo lo scopo. Solo una vendetta, o come dicono, un atto di giustizia. Non sarà nobile, ma alle volte che i cattivi paghino per le loro colpe permette di tirare un sospiro di sollievo. E perdonatemi se, del mio trucco, alla fine io non abbia spiegato niente. Non fanno così anche i maghi?
13:01
Scritto da: filippodipaola
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14/04/2011
Eccola
Finalmente è nata. Siccome molti si sono divertiti con il messaggio che ho inviato dopo il parto, lo propongo a tutti:
"Ordinata nove mesi fa, domenica 27 Marzo, alle ore 23,35 è stata finalmente consegnata Rebecca. Esterni in pelle rosa e interni in raffinata biologia umana, per un peso in quintali di 0,0260 e un passo in metri di 0,46. La concessionaria ha sbrigato velocemente le formalità burocratiche e ora sta bene. Rebecca farà le ultime messe a punto all'officina civile di Latisana".
Bene, ora che tutti possono prendermi in giro per la poca serietà dimostrata, vi racconto alcune cose.
1 - abbiamo dovuto fare un cesareo d'urgenza, perchè la bambina lottava con il cordone ombelicale. In pratica, quando arrivavano le contrazioni, lo spazio residuo all'interno dell'utero vedeva troppi clienti per pochi tavoli, come si dice, e così la bimba andava in sofferenza.
2 - la bambina è di una bellezza assurda, ma probabilmente è perchè io ne sono il padre... comunque, giudicate voi
è inutile che vi lamentiate, non avrete altra immagine di lei (la mamma non vuole assolutamente...)
3 - superato questo passaggio fondamentale, e molto temuto, della mia vita, riprenderò a lavorare con una certa assiduità, così anche questo blog riprenderà sostanza.
4 - sono di una felicità incommensurabile.
11:34
Scritto da: filippodipaola
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